lunedì 20 gennaio 2014

Imprenditore chiama il 113 e poi

chiama il 113 e poi si spara

Un imprenditore edile di 54 anni, G.G., si e' tolto la vita con un colpo di fucile nel pomeriggio, dopo aver parlato a lungo con il 113 per dichiarare la sua volonta'. E' avvenuto a Fiesole, in provincia di Firenze. Alla base del gesto, secondo una prima ricostruzione degli inquirenti, potrebbero esserci difficolta' economiche legate al lavoro. Il sindaco di Fiesole, Fabio Incatasciato, ha espresso profondo dispiacere e vicinanza ai familiari dell'uomo, che lascia una compagna ed una figlia di sei anni.
L'imprenditore ha raccontato al 113 che aveva preso la decisione di uccidersi a causa di problemi economici e perché la ditta era fallita pochi anni fa. Sette minuti, tanto è durata la telefonata prima che l'uomo riagganciasse. Dal 113 l'agente ha subito richiamato quel numero. Lui ha risposto ma poco dopo ha agganciato nuovamente il telefono e si è sparato prima che sul posto arrivassero i carabinieri. L'uomo aveva una compagna e una figlia di 10 anni, altri due figli ormai grandi li aveva avuti da un precedente matrimonio. Proprio la donna e la bambina sono arrivate a casa poco dopo i carabinieri. Subito hanno capito cos'era successo e sono state allontanate dai militari e da alcuni vicini. Vicino al corpo i militari, quando sono arrivati, hanno trovato il fucile e due biglietti. Uno era indirizzato ai famigliari, nel secondo biglietto l'imprenditore lancia un'accusa nei confronti di alcuni personaggi che avrebbero "portato" al fallimento la sua ditta, parla di crediti e dei debiti, di alcune banche con cui l'impresa lavorava.

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