Cassano, trovati i corpi carbonizzati di tre persone
C'è anche un bambino, si pensa ad una vendetta

L'omicidio di Giuseppe Iannicelli, di una donna marocchina e del nipotino dell'uomo di soli tre anni, ipotesi più accreditata riguardo il ritrovamento di tre cadaveri carbonizzati a Cassano, sembra possa essere ricondotta ad una vendetta nell'ambiente del traffico della droga
CASSANO IONIO - E' orrore a Cassano: i corpi carbonizzati di tre persone sono stati trovati stamani all’interno di un’auto in una zona di campagna. E una delle vittime è un bimbo di appena tre anni. La vettura bruciata si trovava in una zona impervia di contrada Fiego di Cassano allo Ionio. Dei tre cadaveri, a causa dell'intenso calore sviluppato dalle fiamme, sono rimasti soltanto gli scheletri.
L’allarme della scomparsa dei tre è stato dato venerdì da uno dei figli di Giuseppe Iannicelli. La segnalazione è scaturita anche perché Giuseppe Iannicelli è sottoposto alla misura della sorveglianza speciale con l’obbligo di stare a casa dalle 8 di sera alle 8 di mattina. Il ragazzo, nello stesso pomeriggio di venerdì, ha presentato una formale denuncia di scomparsa dei tre congiunti. Subito dopo la denuncia i militari cassanesi hanno iniziato le ricerche su tutto il territorio di loro competenza allertando anche altre stazioni di carabinieri del circondario e non. Ieri mattina le ricerche dei carabinieri sono proseguite anche con l’ausilio di un elicottero, ma il tutto è risultato vano fino alla scoperta di questa mattina.
Secondo le prime indagini svolte potrebbe essere legato ad una vendetta nell’ambito della criminalità che gestisce lo spaccio della droga l’omicidio di Iannicelli, noto alle forze dell’ordine per reati legati allo spaccio di sostanze stupefacenti, in passato aveva anche scontato una condanna ad otto anni di reclusione per reati di droga. Dopo essere stato rimesso in libertà era stato sottoposto alla misura che prevedeva l’obbligo di non allontanarsi dalla propria abitazione dalle 20 alle 8 del mattino. Lo spaccio della droga appare, inoltre, l’elemento che lega le sorti di molti dei componenti della famiglia Iannicelli. Anche la moglie del sorvegliato speciale, infatti, è in carcere per droga, così come la figlia della coppia. I genitori del bambino di tre anni che è stato ucciso si trovano attualmente reclusi per gli stessi reati, mentre un’altra delle figlie del cinquantaduenne è da qualche tempo agli arresti domiciliari.
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